Allora, questa Caserta è una città piena piena di
scrittori, piena così (gesto della mano). In questa Caserta scrivono
tutti, tutti pubblicano. In questa Caserta ci sta una Feltrinelli che
si può permettere un intero scaffale di scrittori casertani. Cioè no,
oggi stanno tutti fuori, ma sono nati e cresciuti a Caserta, e tanto
fa. Mo’, da quel poco che frequento Caserta – dopo esserci nato e
basta, tipo: piccola città, bastardo posto firulì firulà - io pure ne ho conosciuto uno: forse l’unico che Einaudi non pubblica – almeno mi pare - pure il più originale, credo.
A Caserta ci stanno pure i musicisti. Ma non tanti quanti gli scrittori. Uni, oserei dire. Cioè, ci sta la Piccola Orchestra Avion Travel , ma soprattutto ci sta Peppe Servillo.
Che insieme a Mesolella & c. se ne andò da Caserta anni fa per fare
fortuna. Mo’ questo Servillo qua, pare che da quando se n’è andato da
Caserta non fa altro che ritornare a Caserta. E ogni volta – ogni
3, massimo 6 mesi – Caserta lo accoglie come il figliol prodigo e sgozza
il vitello grasso e fa festa. Solo che sto Servillo torna così spesso
che i vitelli casertani si sono un poco rotti il cazzo. Cioè, prima
morivano giovani, ma almeno se ne vedevano bene. Da quando Servillo se
n’è andato da Caserta, giusto quei due tre chili di troppo…e che è
grasso questo, signora mia ? Manco un poco di sovrappeso teniamo il tempo di mettere su…
A Caserta ci stanno pure gli attori.Prevalentemente uno. Servillo.
Che non è quello di prima, badate bene. Questo si chiama Toni.
Cito: “Figura di spicco del teatro napoletano e del cinema italiano,
sposato e con due figli, è fratello del cantante Peppe Servillo, della
Piccola Orchestra Avion Travel. Autodidatta, si appassionò al teatro
sin da piccolo, aiutato da un contesto familiare nel quale la
tradizione teatrale, sebbene assente, era amata dai componenti della
famiglia”.
Azz
! A casa mia si amava la tradizione lirica, per quanto assente. Per
la buona sorte dei vitelli salernitani, però, io e mio fratello siamo
usciti stonati come campane. Pure i vitelli casertani, però, possono stare
moderatamente tranquilli, gli straordinari non si fanno: Toni abita ancora a Caserta !
A Caserta si organizzano pure un sacco di manifestazioni cultural-ricreative.
Due.
Settembre al Borgo (di Caserta vecchia) e le Leuciane.
La prima è diretta da Paola Servillo (e che ve lo dico a fa ? sorella).
La seconda, invece, non lo organizza né lo dirige un Servillo qualsiasi
e nemmeno un parente, un affine, un collaterale. Però i Servilli tutti
vi partecipano spesso e (suppongo, pure) volentieri.
Quest'altra si svolge alla colonia di San Leucio,
ciò che resta di uno dei primi, splendidi esempi di tentativi di
staccare la U all’Utopia. La fondò Ferdinando di Borbone (sì, sì, il IV, III, I etc etc., quello la),
gli diede una costituzione che definire socialista era poco, e vi
iniziò una produzione di filati in seta, allora gestita in forma di
proto-cooperativa dagli stessi operai, che ancora caratterizza
l’economia della zona. Scuole con classi miste, abolizione della dote,
(quasi)parità tra i sessi…”il solo merito distingue tra loro i
cittadini di San Leucio”, recita il primo articolo dello statuto,
vergato dal pugno del re. Poi ci fu la rivoluzione napoletana,
‘onn’Eleonora penzolante, la cacciata, i Sanfedisti. Il Cardinale Ruffo
che parte da Crotone e soffoca nel sangue la repubblica napoletana.
Fine dei lumi: ‘a luce s’ astuta ! (a memoria, stamm’ ancor’ ‘o scur’
!). La reggia, Caserta città europea. Tutti progetti di Ferdinando.
Alcuni riusciti. Altri meno (nonostante l’impegno della famiglia
Servillo e delle sue tradizioni).
Ecco, Ferdinando lo faceva Zingaretti, cioè: il commissario Montalbano.
Un giovane attore casertano lo intervistava. Il testo è di Giuseppe
Montesano scrittore casertano. L’ho visto al borgo, sabato scorso. “Interviste impossibili live” riprende la tradizione radiofonica inaugurata da Calvino con "l’intervista all’uomo di Neanderthal” e recentemente rinverdita per esempio da Vinicio Capossela con una (fiacca) intervista a Bach.
Bello il testo, bella, intensa, ricca l’interpretazione di entrambi.
Magistrale Zingaretti che recita pure con i gomiti e le rughe del
collo. Bravo Enrico Ianniello, che interpreta
l’intervistatore-animanera . La U che torna potente davanti, al posto
suo. L’eco di attualità pure troppo attuali. Bilanciato e teatrale al
massimo grado. Il top della serata, insomma.
Un gradino sotto l’intervista alla Bufala, di Antonio Pascale,
scrittore casertano. La bufala in questione è Servillo. Scusate,
specifico: Toni. Lo scrittore in prima persona si fa attore e dà alla
surreale bufala l’occasione di raccontare un suo (di Pascale,
neh) racconto di giovani camorristi che si uccidono tra loro. La
mozzarella, liscia fuori e porosa dentro, piena di buchi sotto la
superficie candida, fa da metafora della società. Campana come la
bufala. E il cerchio si chiude. Bello. Un po’ visto. Un filo rifritto.
Ma davvero niente male.
Soprattutto Servillo che fa la bufala.
Esilerante nei primi cinque minuti, che nemmeno parla. E quando poi parla lo fa ruminando disagio.
Bello.
Moooolto
al di sotto delle altre l’intervisa che Diego De Silva fa a Moana
Pozzi, interpretata da Marina Massironi. Un cumulo di luoghi comuni,
battutine facili facili, rituali di auto corteggiamento dello
scrittore, che si sbrodola addosso un’autostima davvero eccessiva, si
rimorchia in diretta il personaggio che intervista e dal quale si fa
dire più di una volta che è un gran figo…un De Silva narcisista e
inconsistente, brutta copia del miglior Lucarelli televisivo
che – da par suo – non si limitava a scandire le parole e misurare le
pause e meglio vestiva di ironia dei contenuti che l'emulo casertano lungi dal
padroneggiare, nemmeno maneggia (ops). Solito ritornello sulla mancanza
di trame nel porno, sulla funzione in fondo di rottura che il genere avrebbe avuto negli anni
’70-’90, sulla più moderna pornomania da internet con le perversioni
schedate ad uso del consumatore, senza anima e cervello, ma pure senza
pisello…e via banalizzando. E nemmeno teatrale, il testo: tempi
sbagliati, dialoghi costruiti sull’incerto filo di un’improbabile
seduzione. Bah. Unica perla, la citazione di un saggio scritto sull'argomento da
Foster-Wallace, che ancora non ho letto, e che mi vado a cercare domani
alla Feltrinelli. Lontano dallo scaffale degli autori casertani, ça va sans
dir. Come si dice di solito dei portieri, incolpevole la Massironi…che
peccato !
Insomma tre scrittori casertani (e Francesco Piccolo, dov’era Francesco
Piccolo ?), una serata casertana, nella parte più “vecchia” di Caserta.
La scelta più felice tra gli autori l’ha fatta senz’altro chi è rimasto
in platea, ad ascoltare due attori veri recitare il suo – bellissimo –
testo, insomma preferendo sentire i suoi concittadini applaudire la sua arte,
non la sua faccia. Bien joué !
Per il resto, come dire: una nottataccia per i vitelli casertani !
Yo soy la amada, amante, soy la amada: voy andando las horas que separan mi cuerpo de tu cuerpo y restañando las frágiles heridas de huellas que volaron con tu nombre.
Yo soy la amada, amante, soy la amada: la que brotó salvaje entre tu trigo y lo tiñó de púrpura, la que sin darse cuenta iluminó de pronto tu paisaje, la que acudió a tu llanto y en su aljibe atesoró tus lágrimas.
Yo soy la amada, amante, soy la amada: la que en silencio mira. La que te espera. La que teje sus sueños con tu vida.
LUZMARÍA JIMÉNEZ FARO
Sono l’amante, amata, son l’amante
Vo’camminando l’ore di mezzo
tra i corpo tuo ed il mio
saldando i lembi a fragili ferite
d'orme volate via col nome tuo.
Sono l’amante, amata, son l’amante che germinò selvaggia tra il tuo grano tingendolo di porpora colei che senza rendersene conto illuminò d’un tratto il tuo paesaggio, colei che accorse al pianto tuo dentro la sua cisterna t'accumulò le lacrime.
Sono l’amante, amata, son l’amante quella che guarda zitta. Quella che aspetta te. Quella che intesse i sogni suoi con la tua vita.
Non rimanere immobile sull'orlo della strada non raffreddare la gioia non amare indolente non ti salvare ora nè mai non ti salvare non riempirti di calma non tenerti del mondo solo un angolo quieto non chiudere le palpebre pese come sentenze non restare senza labbra non dormire senza sonno non pensare senza sangue non giudicare senza tempo ma se malgrado tutto non lo puoi evitare e raffreddi la gioia e ami con indolenza e ancora ti salvi e ti riempi di calma e ti tieni del mondo solo un angolo quieto e lasci cadere le palpebre pese come sentenze e ti asciughi senza labbra e dormi senza sonno e pensi senza sangue e giudichi senza tempo e immobile ti fermi sull'orlo della strada e ti salvi allora non restare con me.
Mario Benedetti, da "Poesie degli altri", 1973-1974
1. La pubblicazione del Manifesto della Razza, sulla rivista “La difesa della razza” si data al 5 AGOSTO 1938
2. Le cosiddette “leggi razziali” furono promulgate in Italia tra il 5 settembre ed il 7 novembre 1938, con un’importante appendice sulla disciplina per l’esercizio delle professioni da parte dei cittadini di razza ebraica, regolata da un Regio Decreto del 29.6.1939
3. La Repubblica Sociale Italiana nacque 5 anni più tardi, il 23 settembre 1943, dopo l’armistizio firmato esattamente 65 anni fa con le truppe anglo-americane.
Da quanto sopra si deduce che:
a. (banalmente) L’ITALIA FASCISTA fu un paese APERTAMENTE RAZZISTA.
b. nel settembre 1943 a NESSUN ITALIANO poteva essere sconosciuto il punto a.
Dopo l’8 settembre i tedeschi occupanti rastrellarono e deportarono principalmente CITTADINI ITALIANI DI RAZZA EBRAICA, ma anche oppositori politici e, per rappresaglia, CITTADINI ITALIANI SCELTI A CASO da inviare in CAMPI DI LAVORO in Germania. Solamente il 16 ottobre del '43 furono rapite dal ghetto di Roma 1022 PERSONE, tra le quali 200 BAMBINI, inviate su 18 CARRI BESTIAME al LAGER DI AUSCHWITZ. Tornarono a casa in 16.
Se 2+2 fa ancora 4 (ma bisognerebbe chiedere al ministro Gelmini se intende cambiare anche questo punto del programma didattico nelle nostre scuole) allora:
chi combatté dalla parte della Repubblica di Salò non poteva ignorare che stava difendendo un regime razzista, basato sulla disuguaglianza tra gli uomini e sulla prevalenza del più forte (perché rappresentato in maggior numero). Un regime che tradiva il popolo consentendo all’occupante tedesco di rastrellare cittadini inermi, anche non ebrei, a scopo di rappresaglia. Uno stato di VIGLIACCHI E DI TRADITORI.
E allora: QUALE BUONA FEDE ??
Ciò assunto, non resta che ripetersi * :
Il fascismo non fu affatto una dittatura morbida, un regime da operetta che proclamava ad alta voce fedeltà all'alleato germanico, mentre in realtà era composto da bonaccioni amici del popolo.In quell'epoca in Italia si pestava, si deportava, si uccideva.Molti cittadini venivano discriminati, emarginati per le loro idee politiche, le loro radici etniche, le loro preferenze sessuali.Intere famiglie furono distrutte.Nessuno era libero di esprimere la propria opinione.Nessuno poteva lavorare senza una tessera in tasca.
Persone.
Esseri umani subivano umiliazioni tremende. Straziati. Ammassati in treni carichi, uno addosso all'altro per ore ed ore senza potersi sedere, senza poter staccare la propria pelle da quella dei compagni di sventura. Vessati, torturati, straziati, derisi, offesi, umiliati.
Eppure erano uomini. Diversi per razza, fede,gusti, preferenze, o per opinioni. Ma UOMINI !
La loro carne soffriva sotto i ferri senza anestesia. I loro polmoni si dilatavano e scoppiavano, pieni di gas tossici. La morte, pure dolorosa, era salutata come una liberazione, dopo giorni di digiuno, e marce forzate, e lavoro, e passi interminabili.
Questo era stato il Fascismo e questa fu la R.S.I.
Questo l'orrore e questo difendevano quegli uomini.
Onore, fedeltà. Parole.
Parole vuote di significato: la sostanza era quest'orrore.
Questo si difendeva a Salò. Di fatto !
Ci saranno stati anche giovani innamorati sinceramente di un ideale. Ci saranno stati anche ragazzi inconsapevoli, che erano convinti di combattere per difendere l'onore dell'Italia.
Bene: quei ragazzi avevano torto !
Chi ha combattuto a Salò, se pure mai sia stato in buona fede, fu di fatto un criminale che difendeva il resto di un regime criminale.
L'Italia, la Patria, nulla aveva a che fare con quell'accozzaglia di geniali dilettanti. L'Italia, la Patria, era composta anche da quelle migliaia, centinaia di migliaia, infine milioni di cittadini dissenzienti, di comunisti, di ebrei, di froci. "Meditate, perché questo è stato." Il fascismo fu un momento di sonno profondo della ragione.
Ed è importante ricordare che dietro quelle parole apparentemente retoriche, sono presenti e
caldi, ancora fragranti, i fiumi di sangue versati, le atrocità subite, i morti ammazzati.
I morti che ringraziavano la morte accogliendola come una liberazione.
E' importante immaginarsi il ferro caldo nella carne viva e provare un brivido di dolore, che é
l'unico antidoto ad un sonno comodo e indotto della ragione !
…dunque, l’appuntamento è a Milano, ci vediamo lì per un aperitivo…in un bar qualsiasi, zona PIAZZALE LORETO!!
Me ne sto seduto mogio mogio sul divano di casa mia. In sottofondo un talent show napoletano, una specie di x-factor dei poveri. Un modesto succedaneo, insomma ! Già, perché stasera non va in onda l’x-factor che mi guardo tutte le settimane, l’unica trasmissione che seguo, il cult che ha l’incontestabile merito di aver scoperto il più grande talento comico del dopoguerra: il multicrinito-policromo Morgan, raro esemplare di musicista di un qualche talento e una qualche cultura che è riuscito contemporaneamente a vendere l’anima al pop-diavolo e affittare i suoi isterici sensi di colpa alla televisione di stato, dove – pur collaborando attivamente ad un programma che ha come fine quello di creare una popstar – spara costantemente vagonate di merda sul mercato, i discografici e, in buona sostanza, l’intera musica pop…grandioso ! La Ventura, sul sito che – bontà sua ! – gestisce personalmente, scrive che “Questa sera la SEMIFINALE di X FACTOR per ovvi motivi non andrà in onda, rinviata a data da destinarsi“. Quali siano questi “ovvi motivi”, si può forse intuirlo, ma è tutt’altro che chiaro ! Cosa può importare ai terremotati dell’Abruzzo se X-factor va o meno in onda ? Cosa c’è di offensivo in una gara canora ? Ché l’insulso telefilm che ha sostituito la trasmissione della Ventura è più “adatto” al clima di un post terremoto ? Forse – come pure appare intuitivo - la stupidissima fiction religiosa di raiuno è più adeguata ad accompagnare una sciagura ? Stai a vedere che qualcuno di quei poveri cristi laggiù ha la voglia, il tempo, o magari l’occasione di guardare la tivvù ed è costretto pure a sorbirsi Bakita o il tenente Vattelapesk, mentre due canzuncelle gli avrebbero forse sollevato il morale… Forse non è una questione di rispetto ? Forse non si può chiedere ai telespettatori di mandare MESSAGGI A PAGAMENTO per votare i cantanti mentre da giorni scorrono immagini di povera gente che ha perso tutto ? Forse sono questi i motivi ovvi ? Già, forse sono questi. Una piccola ipocrisia. In fondo solo una delle tante che costellano lo spazio di queste giornate. Ipocrisie e baggianate. L’ultima è l’idea di destinare i soldi del superenalotto “a chi ne ha bisogno in Abruzzo”…chi siano, quanti siano, di cosa abbiano bisogno quelli che in Abruzzo hanno bisogno, non si dice. Forse non si sa. Ma perché, x dire, un onesto pensionato di Canicattì, dovrebbe vedere l’euro investito nella schedina con la speranza di cambiar vita, destinato contro, anzi oltre la sua volontà, a qualcuno che ne ha bisogno in Abruzzo ? Perché, se proprio c’è bisogno di un euro x qualcuno, non glielo si chiede, al pensionato ? Mah… E poi che la Endemol (la casa produttrice del Grande Fratello & C.) si faccia promotrice di una PETIZIONE RACCOLTA FONDI VITTIME TERREMOTO in un momento in cui, paradossalmente, il terremoto non è nemmeno finito, a me mi mette l’ansia…ecco, l’ho detto ! Sono giornate che tutti sostengono di tutto, si associano a qualunque raccolta, iniziativa, gruppo, perorano qualsiasi causa, sono prontissimi a copincollare qualunque appello, felici di aver con questo “fatto la loro parte”….ahhhhvvabbè ! Perfino gli amici più intelligenti, quelli che stimi di più, li vedi associati a improbabili iniziative, gli chiedi il perché e…non ti sanno rispondere…hanno detto di si, anno cliccato “accept”, magari hanno pure mandato dei soldi… …bah… Questi sono giorni difficili. La solidarietà ha un valore, non bisogna sperperarla. Pensare. Riflettere. Sempre. Prima di dire. Fare. Cliccare. Abbiamo a che fare con dei MORTI VERI, la morte ESIGE RISPETTO, esige riflessione, cazzo ! Intendiamoci: ammiro e rispetto quanti offrono aiuto ai terremotati, eppure continuo a pensare che dovrebbe essere compito dello STATO fare fronte alle emergenze. Tutte. Terremoti compresi. E questo SENZA affidarsi alla buona volontà dei cittadini. Chè protezione civile, Vigili del Fuoco, unità di crisi, cazziemazzi NON SONO ELEMOSINE graziosamente elargiteci, sono ENTI CHE PAGHIAMO proprio x questo ! In Italia esistono fior di strutture sanitarie ed assistenziali, finanziate con soldi pubblici e privati…eppure molto continua a basarsi sulla buona volontà di singoli o associazioni che assistono malati terminali, accolgono e curano diseredati e poveri di ogni tipo, finanziano la ricerca, offrono sostegni dei quali non ci dovrebbe essere bisogno, in un paese veramente civile. Un paese veramente civile non taglia la spesa sociale abbandonando chi soffre e chi ha bisogno alla BUONA VOLONTA’ quando non all’ELEMOSINA del prossimo. Chè uno stato veramente civile, uno Stato, insomma, non può essere leggero, assente, inconsistente; ché la pressione fiscale non può essere ridotta se poi, dopo una tragedia come quella de L’Aquila, si deve ricorrere al buon cuore di tutti. Non voglio dare pochi soldi una volta tanto x l’Irpinia, l’Umbria, l’Abruzzo…voglio che i MOLTI soldi che do ogni anno con le mie tasse siano ben spesi,e in parte accantonati x le eventualità più drammatiche. E, nel caso, voglio che le tasse siano alzate, che chi ha di più paghi di più, se serve. Mi rendo conto che tutto ciò suona decisamente poco cristiano, che sembra poco solidale. Il fatto è che il concetto cristiano di Carità, quello originale, ha pochissimo a che vedere con l’elemosina, con il lanciare un obolo al povero e poi sedersi a tavola a mangiare tranquilli. Gesù ha detto: lascia TUTTO e seguimi, altro che cazzi ! Quanto alla solidarietà, vorrei che fosse strutturale e strutturata, esattamente come la carità – nel senso greco di amore – e che non ci fosse bisogno di episodi di buon cuore, ché il buon cuore episodico, l’elemosina è degradante per chi la pratica e umiliante per chi la riceve ! E, by the way, non voglio che passi l’ennesimo condono doloso e premeditato. Non voglio che si approvi una legge che consente a chiunque di raddoppiare la cubatura del suo immobile E non perché io non possa permettermelo, che un immobile nemmeno ce l’ho, ma perché preferirei che non lo facessero la signora del piano di sotto, e quello del palazzo di fianco, altrimenti, tra una decina d’anni, la prossima scossa sicuro che le fa cadere sulla mia testa, la verandine condonate…anzi pre-condonate !
Vorrei dedicare queste parole a direttrici, direttori, maestri, maestre e professori che in questa data, prima, durante o dopo il 24 di Marzo, partecipano a manifestazioni, discutono, mostrano film, e cercano di spiegare quel giorno disgraziato. Chiedo a tutti costoro di mostrare la verità agli alunni delle elementari e delle medie, ché le parole “assassino”, “crimine di lesa umanità”, “torture” non hanno sinonimi. Ché la dittatura civile e militare non fu un “Processo di Riorganizzazione Nazionale”, che fu progettato in anticipo e preparato insieme a grossi imprenditori, politici di destra, insieme a parte della Chiesa, con la partecipazione di preti, suore e vescovi, e dell’oligarchia dei grandi proprietari terrieri. Signore direttrici, maestri, professoresse, maestre, voi tutti: il 24 di Marzo è un giorno non lavorativo, non c’è niente da commemorare, non confondete i termini ! Questo giorno, il 24 di Marzo, iniziò la caccia più spietata della storia, durante la quale furono distrutti e annichiliti i nostri progetti familiari, 30.000 persone scomparse, 8.900 prigionieri politici, 15.000 persone fucilate nelle carceri. Durante la quale si sequestrarono, torturarono e violentarono ragazzine adolescenti, uomini e donne. Durante la quale si violarono tutte le garanzie, Durante la quale i giudici dicevano a noi Madri che cercavamo disperate i nostri amati figli, che essi erano scappati con altre donne. Durante la quale preti e vescovi ci dicevano “pregate, signore…” Vi chiediamo di dire la verità, e se non la direte, la Storia vi giudicherà come complici. È dai tempi di Roca fino ai giorni nostri che si è sempre mentito ai bambini: spiegano loro che Roca fu l’eroe della campagna nel deserto, e annichilì milioni di uomini e donne aborigeni. Continua a festeggiarsi il 12 ottobre come “Giorno della Razza”, della scoperta dell’America, come se l’America non fosse esistita prima.
Così il 24 Marzo è un giorno per RICORDARE L’ORRORE, IL TERRORE E IL GENOCIDIO!
Delle radici affondate nel niente, quasi fossimo fave, o quei fagioli che si contentano di un po’ d’ovatta bagnata, mettono fuori fittoni speranzosi. E di un po’ d’acqua ogni tanto, per tenersi vivi. Lento bilancio immobile: ci pensavamo quelli dell’eccesso, ci ritroviamo all’improvviso saldi e misurati al centro esatto di un minuscolo, idrofilo miracolo.
SAN
PUGLIESE: Protégenos de todo aquel que no escucha. Ampáranos de la mufa
de los que insisten con la patita de pollo nacional. Ayúdanos a entrar
en armonía e ilumínanos para que no sea la desgracia la única acción
cooperativa. Llévanos con tu misterio hacia una pasión que nos parta
los huesos y no nos deje en silencio mirando un bandoneón sobre la
silla.
SAINT PUGLIESE: Protect us from everyone who does not
listen. Shelter us from the jinx of those who insist on our national
complaining. Help us find harmony and enlighten us, so that misfortune
is not our only cooperative action. Carry us with your mystery
towards a bone-breaking passion that does not allow us to remain silent
while looking at a bandoneon on the chair. (read less)
SAN PUGLIESE:
Protégenos de todo aquel que no escucha. Ampáranos de la mufa
de los que insisten con la patita de pollo nacional. Ayúdanos a entrar
en armonía e ilumínanos para que no sea la desgracia la única acción
cooperativa. Llévanos con tu misterio hacia una pasión que nos parta
los huesos y no nos deje en silencio mirando un bandoneón sobre la
silla.
In campagna elettorale, diciamoci la verità, grandi ideali, proposte innovative, programmi esaltanti non è che se ne siano visti, a sinistra (??) come a destra (!!). Come già abbondantemente detto, lo zio Uolter era inascoltabile con quel suo patetico misto di buonismo borghese e finto-ribellismo borghesissimo. Ma nemmeno il Nano, poi, era chissà quanto in forma. Giusto il fatto che le cappellate prese in due anni da Prodi-Fassino-D’alema-Rutelli erano tali e tante che lui, in confronto, pareva addirittura un politico ! E allora, diciamocela tutta, guardandoci nelle palle…degli occhi: lo avete votato nella speranza che riducesse la pressione fiscale e magari infilasse qualche altro condonino tra le pieghe di qualche leggina . In buona sostanza: avete votato questo governo per risparmiare,al massimo e se vi va bene, un paio di centinaia di euro di tasse nel corso di un anno fiscale..bene ! Adesso avrete, ad essere buoni, 300 eurini in più spalmati su 12 mesi…anzi no, voglio proprio esagerare, facciamo conto che lo Psiconano e il fido 3mountains vi procurino esattamente il doppio, tiè, SEICENTO EURI di tagli alle tasse, che fanno ben CINQUANTA EURI/MESE in più…e niente male, davvero niente male per una semplice crocetta su una schedina elettorale una tantum !
E ora la cattiva notizia: state pronti, perché dovrete tirarne fuori CIRCA IL DOPPIO, se non QUALCOSA IN PIU’ per pagare qualcuno che tenga il pupo nei lunghi pomeriggi in cui le famose VENTIQUATTRORE SETTIMANALI che la nuova scuola del ministro Gelmini vi assicura non basteranno a pareggiare i conti con le vostre TRENTASEI-QUARANTA ore lavorative (se vi va bene, perché se siete miei colleghi, le ore diventano CINQUANTA almeno)… Eh già, una palestrina ? un’attività ludica ? sono al massimo due ore tre volte a settimana (ma dove, ma quando ?) e tocca prenderlo da scuola e accompagnarcelo, il pupo. Comunque non meno di 30 euri/mese, se la suddetta attività è organizzata da un ente benefico, neh…che per 3 ore di nuoto a settimana, la mia piscina ne vuole 60 di cocozzelle… Una baby sitter ? Non meno di 8 euri/ora…
Ma non è tutto, ché se poi siete i fortunati genitori di un figlio trentenne appena uscito di casa fidando sulle supplenze continuate e prolungate che, finalmente, è riuscito a procurarsi, rallegratevi, entro il 2012 il pargolo tornerà di certo all’ovile: la Gelma prevede un taglio di oltre 84.000 posti di lavoro per i precari entro i prossimi 4 anni…
E, pensate, nonostante questo, una parte delle tasse che voi avete comunque pagato, serviranno a finanziare la scuola privata...eh già, vuole dire che faranno in modo che chi ha già la fortuna di poterselo permettere, si vedrà ulteriormente scontata la retta mensile grazie ad un vostro gentile omaggio...non male, vero ??
E, dico, non abbiamo ancora affrontato questioni di "dettaglio", tipo la qualità dell'istruzione impartita, o le condizioni di bambini svantaggiati che non avranno insgnanti di sostegno, con grave pregiudizio della loro formazione - e del loro stesso "stare" in classe, se volete, ma questo mi pare un concetto davvero troppo difficile per voi... - ma anche di quella dei VOSTRI normalissimi bambini, "costretti" di fatto a ritardare i tempi per aspettare chi per arrivare agli stessi risultati senza sostegno necessita di più tempo...
Ora, dico io, la prossima volta, prima di fare la crocetta sulla bandierina, sulla fiammetta o sul sole-del-cazzo, non è meglio che la matita ve la infiliate su per il culo ? Magari spuntandola un po’, ve lo concedo…sarete certi di aver fatto meno danni e, una volta ripulito, ci avrete guadagnato un prezioso utensile per scrivere, il che, con i tempi che corrono,è di certo un affare migliore !
Il sogno di Ulisse è un banale senso di miele, un legger’odore di donna e casa, un sapore di panezzucchero lasciato in cucina aspettando le mosche giorni in cui guardi il mare scorrere le onde succedere piano le tempeste accadere a tempo le sirene cantare a ritmo i giorni passare lenti, far’il nodo preciso alla cima è tutto cioch’importa…verranno poi lestrigoni e cicolpi e allora fiordiloto e vino saranno pocoppiù ch’arzigogoli da sbrogliare, per sopravvivere e continuar’a sperare. Meglio conoscere, dico, meglio conoscere sempre prima - o invece di – giudicare
"Fondare Musei è un po' come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire."
a Napule stoce facenn’ la vita de lu signore..paghe sempre IO ! La sera me ne vac’ a lu tabarin e me n’esco quanno chiote.
Giovedì per esempio, me ne so’ jute a lu festivallo de Tanghe. La serata, ca custava quinnece cucozze a la capoccia, stav’ organizzata dint’ all’Otel Parchèr, che una cosa tene bella, e fresca e pannorammica: ‘a terrazza…e ‘nfatti s'abballava a lu piane terra, dint’a ‘na sala caura caura !
Prima ‘ncera state lu cuncierto cu’ ddo’ chitarre, lu cuntrabbasse, la viola e lu flaut’, ma chillo pe'trasverso, no chillo de canna zufolotto, e picciò agge capito che nun erane l’Intillimani, ma gli Kuinè. La cantanta, ‘a verità, tenia ‘na vocia bella assà, e ‘nce so piaciute pure tutte li strumenti ca’ sunavane ‘nsiema. Sule nun agge capito picchè a mità de li canzune n’asceveno mmiezo cristian' abbracciat' a ddoje a ddoje ca' faciano finta d'abballà lu tanghe. Avian’a essere l’atturi de lu cabaretto…Però accusì, puro ca ‘nce scappava a ridere, nun putevam’ ridere, picchè la cantanta stava cantando (bell’ assà) e pareva brutto !
Po’ è accumenciata la serata danzanta...e pigghiammece ‘nu spumantine, so detto’ a la fidanzata mia, crepi l’avarizzia ! Però accussì ne so partute li prime belli sorde: 12 ccuzze, 6 pe’ bicchiere !!
Tutte le feneste stevan’ chiose e l’aria accundizionante era bassa bassa, accussì sudavano tutte. Agge viste tre signure cu la cammisa ianca trasparenta tuttazzeccata a lu piette ‘ca pareva 'nu firm ammericano cu le fimmene cu la magghietta abbagnata ca fanno le zuzzarie brutte, solo che erano uommene…però, te l'aggia dicere, erano brutti l’istesso !
Doppe ‘na mezoretta nun se riusciva a ballà cchiù, picchè lu pavimento cu' la cundenza s'era cumbinato 'na chiavica, tutt’azzeccuso. Ma, ‘a la verità, nun era proprie tutto tutt’ azzecuse azzeccuse, li lastrune ianche erano bagnat’, 'gnorsì, e sciuliosi assà ! Accussì te s’azzeccavano li scarpe da ogni parte, però appena appujavi la zampa ‘ncoppa a li lastrune ianchi...zacchete, e sciuliavi !
‘nc’è sciuliata pura la bravabballerina, Cotica, ca se stava scassann’ li cosce.
Picciò 'nce simmo fermat' e ‘nce simmo pigghiate ‘na veppeta fresca, caca cola co l’addore de rum (picché sulo l’addore ‘nci avevano mise !)…e ce ne so partite altre 24 cucozze, 12 a capoccia !
E dice: allora cagnammo sala, ca’ forse chell’ata è accundizionante megghio ! ‘Nce simmo trasferiti a lu “Doppolavoro”. Si, picchè l’antra sala, svacantata da li seggie ca’ ‘nge stevano, era tale e quale a lu doppolavoro ferroviario. ‘Nge stevano pure li fili de le casse lasciati pe’ terra da parte a parte, mmiezo a ‘ndo se ballava. E, caro cumpare-nipote, pe’ terra accà nun se sciuliava..picchè pe terra, accà, ‘nge steva la Mochetta ! Eh, si, la mochetta de pilo…sìne, lu tappito piluso che s’azzecca ‘nterra ! Dice: nun se pote abballa lu tanghe ‘ncoppa a la mochetta ? Se pote, se pote…l’organizzatore -cirivello fino !- ha pinzato: si se pote giocà lu tennìs ‘ngoppa a l’evera, se pote pure abballa lu tanghe ‘ngoppa a la mochetta. Dice: ma la scarpa nun sciulia ? risponno: mediamente ! che vene a dicere mediamente ? E’ che la parte davanti de la scarpa sciulia assà, pirò lu tacco te s’ampigghia dint’ a lu pilu de lu tappete, e te mantene. Accussì o vai a musso ‘nterra picchè si sciuliato troppassà, o vai a culo ‘nterra picchè s’è ‘ncastrate lu tacco, ma mediamente sì stabbile !! Sì capite la finezza statistica ??!!??
Viste lu caviro, e li 66 cucozze ca n’eranano già partute, avimmo cercato ‘nu bicchiere d’acqua ca’ stevemo schiattanno pe’ la sete…però, miraculo, l’acqua, l’unica cosa aggratiss, era fernuta…e allora caccia n’antri 5 cucuzze a capa, totale 10 cucozze, pe’ li due succhi di frutta..ca’ a la putia d’Annuccia cu’ dieci cucozze ne pigghiammo cinche litre, Sulo c' Annuccia steva chiosa e nui tenivomo sete, tutte surate comme stevamo.
Accussì fanne 76 cucozze che aggio cacciato pè stà a lu caviro, guardà ll’uommene cu le cammise abbagnate azziccate ‘ncuollo, e li cabarettisti ca faciano finta d'abballà lu tanghe. Meno male però ca’ ‘nge stevano due ballerini veri, e bravi assà, Moreno e Cotica, e pure l’orchestra sunava ca’ ‘nce vuleva la mano de ddio, ca’ almeno chelli doi ore, ‘nce simmo spassati e arricriati.
Picciò, caro cumpare nipote, manname le cucozze, ca’ nun tenghe manco li sorde pe pagà lu scrivane secretario quappresente ca’ m’ha scritte l’immeil qua prisente metesima istissa !!
Don Isidoro Parodi
P.S.
Nisi sutores, nolite semenzellas fatigare
A gentile, e insistita richiesta, pubblico la traduzione di quanto sopra, inviatomi dall'amico e sodale (don) Isidro Parodi:
Caro compare e nipote,
a Napoli sto facendo la vita del signore…pago sempre io ! La sera me ne vado al Tabarin e torno a casa solamente alla chiusura del locale.Giovedì me ne sono andato al Festival di Tango. La serata, il cui biglietto d’ingresso ammontava a ben 15 euro a testa, era stata organizzata presso l’Hotel Parker, dove, se c’è una cosa bella fresca e panoramica, è proprio laterrazza…e infatti si ballava al piano terra, in una sala calda calda !
Prima c’era stato il concerto, tenuto da un ensemble composto da due chitarre, contrabbasso, viola e flauto, quello traverso però,non quello andino di canna, e solo così sono riuscito a capire che gli esecutori non erano gli INTILLIMANI, ma i Koinè. La cantante, per la verità, aveva una voce molto bella, e anche l’affiatamento dei musicisti è risultato decisamente gradevole. Solo, non ho capito perché a metà di quasi ogni pezzovenivano fuori coppie abbracciate che imitavano ballerini di tango. Dovevano essere attori di cabaret assunti per rallegrare la serata..ma, in quel frangente, nonostante lo spettacolo fosse tanto divertente da spingere al riso, non si poteva esagerare facendo rumore, per non disturbare la cantanteimpegnata in una notevole performance, davvero degna di plauso.
In seguito è cominciata la serata danzante…e “prendiamo unacoppa di spmante”, ho detto alla mia fidanzata “crepi l’avarizia !” Ma, inquesto modo, è volata via la prima, consistente somma di danaro: ben 12euro,6 a bicchiere !
In sala, tutte le finestre erano chiuse e l’aria condizionata era molto bassa, così tutti i ballerini erano oltremodo sudati. Ho perfino potuto notare tre signori che avevano inopinatamente indossato una camicia bianca che, a causa del sudore, si era appiccicata loro addosso, come avviene in certe commedie americane dove donne di facili costumi, vestite di magliette di cotone bianco leggero, se le fanno bagnare appositamente per prodursi inpiccanti performances, tanto erotiche quanto sguaiate. I signori, però, nonerano erotici né piccanti.
Già dopo la prima mezzora risultava difficile ballare, perché il formarsi della condensa aveva reso il pavimento impraticabile: adampie zone appiccicose si alternavano lunghi lastroni bianchi umidi, lisci escivolosi. In questo modo, se le scarpe ti restavano prevalentemente attaccatea terra, non era infrequente trovarsi a mettere il piede su una zona scivolosae perdere l’equilibrio !
E’ quanto è capitato anchealla bravissima Claudia Codega, che ha rischiato seriamenteuna frattura durante lo spettacolo !
Per questo abbiamo fatto una sosta e, con l’occasione, siamo passati dal bar a prendere una bibita fresca: cocacola con l’odore di rum (chè il barista davvero nel bicchiere ne aveva versato così poco da soddisfare a malapena l’odorato !)…e cosìsono andati via altri 24 euro, 12 a testa !
Dopo un breve consulto abbiamo dunque deciso di cambiare sala, nella speranza che l’altro spazio aperto al pubblico fosse meglio servito dall’impianto di aereazione. Così ci siamo trasferiti al dopolavoro. Si, perché la sala che era stata teatro del concerto, svuotata di sedie e palco, ora sembrava davvero il salone di un dopolavoro ferroviario. Erano stati lasciati perfino i fili elettrici delle casse per terra, ad attraversare la sala da parte a parte ed intralciare i ballerini. E, mio caro compare e nipote, qui non si scivolava, o meglio si scivolava in un modo tutto particolare, perché aterra era una moquette !! Mi dirai: ma la scarpa, così, non scivola sul pavimento ? Ti rispondo: mediamente ! Che vuol dire mediamente ? Vuol dire che la parte anteriore della scarpa scivola parecchio, ma alla fine il taccos’impiglia nel tappeto e ti trattiene. E’ vero, così rischi di andare muso a terra perché la punta è scivolata troppo, o di battere il sedere a terra,perché il tacco si è impigliato troppo presto, ma sei mediamente stabile. Capita la finezza statistica ??!!??
Visto il caldo, e i 66 euro già sborsati, assetati, abbiamochiesto un bicchier d’acqua, che almeno era gratis…ma, stranamente, l’acqua era finita !! E allora tira fuori ancora 5 euro a testa, in totale 10, per un succo di frutta. E pensare che presso il negozio della mia amica Anna con 10 euro ci compro 5 litri di succo di frutta…ma Anna era chiusa e noi avevamo molta sete, dal momento che eravamo molto sudati.
E così ho dovuto tirar fuori in tutto 76 euro per assistere ad uno spettacolo maschile di wet shirt e ad un cabaret che imitava il tango. Per fortuna che si sono esibiti due ottimi ballerini, Esteban Moreno eClaudia Codega, e che anche l’ensemble Koinè ha tenuto un ottimo concerto, che ci ha almeno fatto divertire nelle prime due ore.
E’ per questo che, caro compare e nipote, che ti chiedo di inviarmi del denaro, visto che sono rimasto senza neanche un soldo per pagare lo scrivano qui presente.
Don Isidoro Parodi
P.S.
Si nun sapite fa ‘e scarpare, nun rumpite ‘o cazz’ ‘e semenzelle !!