Porcodd** della mad**** impestata bastarda, cr**** in cr*** e tutte le mmerde de li san**del calendario…Roma a quell’avan** di gal*** fascista di mer** di ********
17/07/07 - ore 14:20
Mitt. : Lu*****
(dall’aereo, prima del decollo): Sto a partì, Cì…tanti saluti…a prop., ma i liquidi so’ pericolosi che nun te li fanno portà a bordo?
ore 14:21
Mitt.: El Secretario
beh…è che nei contenitori ci si possono nascondere gli esplosivi al plastico…
ore 14:23
Mitt. : Lu*****
Uh ! e io c’ho appresso la bottiglietta de Ferrarelle che nun se ne so’ accorti…e mò come faccio ?
ore 14:25
Mitt.: El Secretario
Bella, L**è ! Tirala fori e minaccia er pilota…fatte porta’ a Cuba !!
21/04/08 - ore 22:33
Mitt.: ***
N****** torna in Argentina. Io sono chiuso nel bagno. Fuori una tipa che appena conosco mi ha detto ti amo. Che faccio ?
ore 22:35
Mitt.: El Secretario
Chiama i pompieri e prega una divinità orientale a caso. Se sei alle strette, rispondi : anch’io…ma esci di lì !
Ho imparato da bambino. Ho imparato che non ricordo più che età avessi. A volte, senza nemmeno bisogno di raschiare il fondo della memoria, ancora risalgono spontanei spezzoni di frasi, ma anche intere litanie. E mi ricordo quando le recitavo, a mani giunte o a palme levate.
Non ne ricordo il senso.
Non credo di averlo mai afferrato.
Non lo afferravo in quei momenti, almeno.
Il Padre Nostro, per esempio. Una sequela di frasi. Frasi erano quelle dei preti al catechismo. "Mettere inpratica il Vangelo". "Accogliere nella propria anima il mistero della passione e servire il proprio corpo come un tempio". Mah...il significato mi restava oscuro.
Adesso, oltre trent'anni dopo averlo imparato, sgrano il rosario del Padre Nostro, ne rievoco il testo greco, letto per la prima volta venti anni fa, e lo trovo stupendo. Lo apprezzo nel suo senso poetico e ne intuisco il valore spirituale.
Continuo a non credere - non in quella maniera, non in quel modo - ma capisco finalmente quello da cui generazioni di volenterosi pretini e retoricissimi parroci non hanno fatto altro che allontanarmi.
Me lo hanno ripetuto fino alla nausea. Mi hanno fatto pregare. Ho messo in fila quelle parole per decine di volte, fino a svuotarle completamente di significato.
Poi non ci ho creduto più.
"La nostra Repubblica si fonda sui valori della resistenza". Anzi, della Resistenza. "La nostra costituzione ha le sue basi, affonda le sue radici nei valori della Resistenza". I Partigiani, donne e uomini eroici, hanno liberato il nostro paese, appoggiando dall'interno l'azione delle truppe alleate.
L'idea di Libertà ed i principi morali alla base di quella rivolta sono il cemento delle fondamenta sulle quali è costruito il nostro Stato.
E così via.
Via, a colpi di retorica.
Anche questo mi è stato ripetuto fin da piccolo. Anche queste parole, insieme a molte altre, sono state ripetute e scritte all'infinito, continuamente, fino a decadere dal loro senso originario.
Ho anche letto, e sentito dire, che quell'8 di settembre il Maresciallo Badoglio compì un "tradimento" e che la Patria fu, in quel momento "venduta". Allora, alcune divisioni di soldati, l'eroica X MAS - i "mai morti" - vollero mantenere fede ai patti presi e, eroicamente, insieme ad altri patrioti, si strinsero attorno a chi aveva fino ad allora guidato questo paese.
"Il nostro onore è la fedeltà".
Questo era il motto delle Waffen SS. Truppe composte da cittadini non-tedeschi, inquadrati e pagati come tedeschi, una legione straniera del Reich, che l'esercito nazista utilizzava sui fronti più caldi. Principalmente, è ovvio, come carne da macello.
La mistica li ha trasformati in eroi, fedeli ad una causa fino alla morte. Quindicimila erano italiani. Furono loro a combattere a Salò. La RSI fu difesa dalle SS !
Più tardi a Berlino, intorno ad un Hitler morente, non ci sarebbero stati i puri ariani di nazionalità tedesca, ma, curiosamente, la "Charlemagne", brigata francese delle Waffen SS.
Eroico !
Fedeltà.
Onore.
Onore e fedeltà fino alla morte.
Ad un ideale, ad un uomo, ad un'idea di se stessi, ad un'idea di comunità.
Se uno è abituato alla retorica, se continuano a girargli in testa le frasi di chi dice che "la Repubblica è nata dai valori della Resistenza" e poi tradisce sistematicamente e pubblicamente quei valori, abusa di quelle leggi. Se quegli ideali vengono continuamente piegati e calpestati, e se la Repubblica, crescendo, si è trasformata in una gabbia. Se, in trent'anni questo hai sotto gli occhi, e questo nelle orecchie, allora capita che anche il senso di parole come "Resistenza" e "Libertà" si offuschi.
Si svuoti.
E che acquisti fascino l'idea di una fedeltà incondizionata ad uno Stato forte e rispettato, ad un'autorità che si presentava granitica nei suoi principi, ad un'identità italiana venerata e posta saldamente al centro dell'idea di cittadino.
Tant'è.
Retorica. Fascino.
Tant'è.
Va Bene. Allora, se tant'è, che fare ?
Basta farsi una domanda.
Una sola: qual'era in realtà l'oggetto di quella fedeltà ?
E' piuttosto semplice: l'idealità alla base di quell'orgoglioso onore non era altro che una bugia !
Il regime nazista era davvero il male assoluto. Brutali assassini che torturavano, ammazzavano, godevano della sofferenza degli altri esseri umani. Manovrati dal grande capitale, quegli "idealisti" avevano realizzato lo stato capitalista perfetto. Manodopera e forza lavoro a costo bassissimo. Sindacati zittiti, meglio, asserviti e consenzienti. Intere frange di popolazione - ebrei, zingari, etnie minoritarie - sottomesse ed utilizzate come manodopera schiavile. Intere Nazioni, assoggettate e mortificate nelle loro libertà fondamentali, pagavano letteralmente il benessere del proletariato tedesco, che il ventre pieno rendeva entusiasticamente nazista.
In Europa un giovane statarello satellite, da poco riunificato, collocato in posizione strategica, guidato da un omino opportunista e tronfio, prima anticipava e poi seguiva l'onda, e si assoggettava da solo al dio della guerra. Sperando di trovarsi dalla parte giusta della barricata a giochi fatti. Solo che l'Italia di Mussolini non era la Germania di Hitler. Un capitalismo ancora feudale trattò ben presto il regime da valvassore, facendo prima i propri interessi e fregando poi -come d'italica abitudine- in primis lo stato, vale a dire, allora, Mussolini.
Molti si arricchirono, l'efficienza industriale che il duce ebbe a disposizione in cambio della sua politica di servizio al capitalismo nazionale fu, in confronto a quella di cui disponeva il suo compare teutonico, semplicemente ridicola !
Mussolini fu complice di Hitler.
Il fascismo non fu affatto una dittatura morbida, un regime da operetta che proclamava ad alta voce fedeltà all'alleato germanico, mentre in realtà era composto da bonaccioni amici del popolo.
In quell'epoca in Italia si pestava, si deportava, si uccideva.
Molti cittadini venivano discriminati, emarginati per le loro idee politiche, le loro radici etniche, le loro preferenze sessuali.
Intere famiglie furono distrutte.
Nessuno era libero di esprimere la propria opinione.
Nessuno poteva lavorare senza una tessera in tasca.
Persone.
Esseri umani subivano umiliazioni tremende. Straziati. Ammassati in treni carichi, uno addosso all'altro per ore ed ore senza potersi sedere, senza poter staccare la propria pelle da quella dei compagni di sventura. Vessati, torturati, straziati, derisi, offesi, umiliati.
Eppure erano uomini.
Diversi per razza, fede,gusti, preferenze, o per opinioni.
La loro carne soffriva sotto i ferri senza anestesia. I loro polmoni si dilatavano e scoppiavano, pieni di gas tossici.
La morte, pure dolorosa, era salutata come una liberazione, dopo giorni di digiuno, e marce forzate, e lavoro, e passi interminabili.
Questo era il Fascismo.
Questo l'orrore e questo difendevano quegli uomini.
Onore, fedeltà. Parole.
Parole vuote di significato: la sostanza era quest'orrore.
Questo si difendeva a Salò. Di fatto !
Ci saranno stati anche giovani innamorati sinceramente di un ideale. Ci saranno stati anche ragazzi inconsapevoli, che erano convinti di combattere per difendere l'onore dell'Italia.
Bene: quei ragazzi avevano torto !
Chi ha combattuto a Salò, se pure mai sia stato in buona fede, fu di fatto un criminale che difendeva il resto di un regime criminale.
L'Italia, la Patria, nulla aveva a che fare con quell'accozzaglia di geniali dilettanti che manovrava pupazzetti violenti come gli "eroi" della X MAS o delle WAFFEN SS.
L'Italia, la Patria, era composta anche da quelle migliaia, centinaia di migliaia, infine milioni di cittadini dissenzienti, di comunisti, di ebrei, di froci.
"Meditate, perché questo è stato."
Il fascismo fu un momento di sonno profondo della ragione. Ed è importante ricordare che dietro quelle parole apparentemente retoriche, sono presenti e caldi, ancora fragranti, i fiumi di sangue versati, le atrocità subite, i morti ammazzati. I morti che ringraziavano la morte accogliendola come una liberazione. E' importante immaginarsi il ferro caldo nella carne viva e provare un brivido di dolore, ché l'unico antidoto ad un sonno comodo e indotto della ragione !
E' importante non scordarlo mai. E' importante tramandare la memoria, ché il terreno di coltura di nuovi carnefici sia reso definitivamente sterile.
E' importante ribadire, alla fine della predica, che il Padre Nostro è bello, a prescindere da tutto !
C.R.S.C. (Ciò che Resta della Sua Coscienza) – Word, word…devi aprire word !
E.S. – Uhm, mi sa che anche questoqui è in difficoltà con la sua, di coscienza…
C.R.S.C. – Dov’è la cartella Electa ? Hai rivisto le norme redazionali ?
E.S. – eheheh…mangrovie…cazzo, mangrovie, bella proprietà di linguaggio, a quell’età…mangrovie, uhm...
C.R.S.C. - L’iconcina blu con la “W”…ecco, trascina ancora un pò la freccetta...dai su…un altro piccolo sforzo !
E.S. (alzandosi e buttando uno sguardo all’altro pc) – toh guarda, il mulo ha portato Melingo…ora lo carico sull’aipoddo !
C.R.S.C. – Almeno accendi il cellulare, tanto se chiamano dallo scavo non disturbano...mica stai scrivendo (come dovresti !)
E.S. - ...uhm...guarda guarda, simpatico anche questo...
C.R.S.C. – Sei sveglio da tre ore, hai messo insieme una mail e tre commenti (uno a te stesso, cazzo !), mancano 5 ore alla riunione, una ti serve per arrivare in centro…allora ??
L'unica verità: messe insieme tutte quante le persone che votano a destra in questo paese superano di gran lunga la metà del totale. Dall'UdC a Forza Nuova, passando per Berlusconi, Fini, Bossi, Ferrara e Storace. A prescindere da leggi elettorali, coalizioni, cartelli e trabocchetti, questo è un dato di fatto. E con questo bisogna fare i conti. Vuol dire che non c'era modo di vincere per la sinistra, anche se una sinistra ci fosse stata. Perchè l'altra costatazione, meno evidente e più soggettiva - ma neanche poi tanto - è che la sinistra non esiste. Il programma di Uolter è un moderato elenco di obbiettivi che ventanni fa avremmo potuto attribuire alla cosiddetta sinistra democristiana. Forse avrebbe fatto meno danni all'italia di quelli che provocherà il prossimo governo, per forza di cose retto dalla Lega, ma anche no. Aver usato lo spauracchio di Berlusconi per continuare ad esistere è stata l'ennesima vigliaccata, e come tale è stata ripagata. Il fatto è che nemmeno l'elettorato di sinistra esiste più. Quello tradizionale, intendo.
Si tratta, allo stato attuale, di una massa di borghesi post-sessantottini, la peggio ex-gioventù che un paese potesse meritarsi, troppo radicati in un sistema sociale per volerlo davvero cambiare, col culo troppo al caldo per sentirne la necessità, con i figli già sistemati presso lo studio dell'amico o la cattedra del collega di turno, per provare una qualunque motivata ansia del futuro. E, infatti, quali sono state le sue "battaglie" ? Quelle della sinsistra e del suo elettorato, intendo ? Una su tutte: la fecondazione artificiale eterologa...davvero necessaria alla profonda trasformazione di questa società, non c'è che dire ! A questi borghesotti dal culo pesante si aggiunge una certa quantità di precari delusi, e qualche operaio stanco di essere tale. Tutta gente, comunque, sbandata, spaventata e disposta a vendere i propri ideali per lottare contro un fantasma. Sississì, lo dico con convinzione ! Cosa può mai indurre uno che è sempre stato anti-clericale, che ha sostenuto la necessità di una scuola statale e laica, che ha sempre creduto nel giusto salario e in forme di contratto che rispettassero il lavoro e la sua dignità, cosa può mai convincere costui a votare per Rutelli, per la Bindi o per la Binetti ? Una propaganda perversa che gli ha fatto credere che Berlusconi fosse il male assoluto, che in nome di questa pseudo-crociata gli ha fatto ABIURARE e TRADIRE le proprie convinzioni.
Complimenti, ottimo lavoro compagni, il voto inutile è stato il vostro !
Ora le leggi più retrive e clericali troveranno la sponda anche dei cosiddetti teo-dem, da voi eletti...e non ci sarà nemmeno uno straccio di rifondarolo a dire che non va bene...bel risultato !
Ma, mi si dirà, e i proletari 'ndo stavano ?
Allora, vediamo, una parte non vota perchè non ne ha diritto: si tratta di immigrati, regolari o clandestini che siano, che arrivano qui portandosi appresso la sola forza delle proprie braccia. Quelli forse avrebbero votato a sinistra, ma non hanno potuto. Il resto sono i precari di cui sopra. Eh già, perchè non possiamo più confondere proletariato e classe operaia. Quest'ultima è oramai davvero in paradiso. Certo un paradiso relativo, ma pur sempre un paradiso: grazie alle lotte condotte dal sindacato e dal PCI (Partito Comunista Italiano n.d.r.) non c'è più un solo operaio regolarmente assunto che prenda meno di 1.200 euri netti al mese, più cassa edile (cioè tredicesima e quattordicesima) e periodi di malattia pagati. Certo, il lavoro è faticoso, spesso si sta al nero, ma soprattutto in certe regioni d'italia, i controlli funzionano e tutto sommato costa meno assumere un muratore regolarmente che rischiare una multa salatissima. A proposito, un muratore - vale a dire un operaio specializzato - guadagna non meno di 1.400 euro al mese, un capomastro tra 1.800 e 2.000, e un operatore su mezzo meccanico, che come titolo di studio deve avere solo un'apposita patente, prende fino a 2.200 euri.
Certo, in cantiere c'è un operaio italiano regolare ogni 3 rumeni a 40 euro a giornata, ma questo rientra nel discorso di cui sopra. E i rumeni votano in Romania.
Ora, appare chiaro che, con un mare di precari a 4-800 euri/mese un operaio edile è già un piccolo borghese, che nell'urna si regola di conseguenza. Certo fa male. Il problema, infatti, gli sorge subito subito, alla prima generazione di figli. I quali, come tutti i figli di piccolo-borghese, dal '68 in poi, vogliono studiare, o comunque, non vogliono fare gli operai. Si laureano pure i pargoli, e se hanno culo e bravura, alcuni diventano professionisti e fanno i soldi. E continuano, giustamente, a votare a destra. La maggior parte dei figli dei nostri operai-piccolo-borghesi, invece, si laurea e finisce a ingrossare il numero dei precari. Il grande studio legale, ovviamente, assumerà come giovane di bottega il figlio del collega, del magistrato, dell'industriale, e questo non per favoritismo bieco, ma per lungimiranza: il successo di certe professioni si basa soprattutto su contatti, giri, clientele...certo a mantenere il sistema in piedi è necessario che almeno uno bravo su 10 passi, ma ...vedi sopra ! Non parliamo poi della ricerca scientifica, dell'università, della pubblica amministrazione... Allora, i nostri figli di operai ex-proletari, finiscono in un call center, e si sentono dire che devono essere imprenditori di se stessi, che devono essere flessibili...e qualcuno ci crede pure. Qualcuno pensa pure che il padrone che lo paga 20 centesimi a telefonata e ne incassa 10 volte tanto dal committente, non può assumerlo perchè Prodi lo ha strozzato con le tasse...qualche fesso ci cade ancora. E pensa che il SUV del padrone sia una necessità di rappresentanza, e la pelliccia di sua moglie un cimelio di famiglia. Qualcuno più scaltro pensa pure che riuscirà a fare le scarpe al suo superiore ed a fare carriera. Qualcuno darwinianamente predisposto ce la fa pure, e rientra nel caso di cui sopra !
Certo, è il Berlusca di turno che glielo fa credere. Ma, in fondo, il Berlusca di turno fa il suo mestiere.
Dov'è però la sinistra che spiega al ragazzo il meccanismo dello sfruttamento ? Dov'è la sinistra che gli fa capire che non è riuscito a vincere il concorso, che non è stato preso nello studio legale, che è finito a lavorare a 600 euri al mese perchè è figlio di un operaio ? E questo non per razzismo o boria, ma perchè in quei posti sono più utili, fruttano di più i figli dei borghesi...perchè, in altre parole, c'è un sistema, ed è questo sistema che si deve combattere e cambiare ? Cioè, tanto per usare un linguaggio vetero-comunista: chi gli inculca la coscienza di classe ?
Non c'è, quella sinistra ! Alcuni cosiddetti "militanti", che a casa non hanno di questi problemi, pensano alla fecondazione eterolaga. Altri pur di vincere rinunciano a spiegare il perchè della lotta e si limitano ad additare un nemico, ad ingigantirlo. Nemmeno loro si fidano delle capacità di comprensione di chi dovrebbe votarli.Sempre che abbiano chiaro il quadro... Il problema in altre parole è culturale.
Beh, sapete che c'è...a questo punto Berlusconi si è meritato di vincere, quindi evviva Berlusconi !
Questo, per altro, dal mio punto di vista chiude definitivamente il discorso-speranza !
Si profila un governo leghista, e questo x me è non solo moralmente odioso e psicologicamente insostenibile, ma fisicamente intollerabile !
Mi preparo quindi a resistere democraticamente il più possibile (o, il più possibile democraticamente) e, dovesse andare male, seriamente ad espatriare. Germania, Spagna e Francia (in quest'ordine) tra le mete sostenibili per me e la mia famiglia, quindi sostanzialmente: Io, Minollo, el Secretario e Don Isidro...e chi ci ama, ci segua ;-)
Roma, 1996. Via Maddaloni, 2 (quartiere prenestino)
-ma come settantamila lire ?
-eh, Sergio…settantamila lire !
-vabbuò…ma è assurdo, siamo al 4 del mese !
-eh…e ch’aggia fa ?
-si, ma ci potevi parlare !
-Sergiò, ma che gli dovevo dire ? Ce l’hai mandato tu a fare la spesa, ché tenevi le chiorde e non ti volevi alzare da stò cazzo di divano !
-…kraft…le sottilette kraft…madò tremilesseicento lire di sottilette…e che ce ne facciamo…co’ tremilesseicentolire ci compravamo tutto un galbanino finto al discount, mezzo chilo ci durava due settimane…queste le sottilette, cò tutta la fame chimica, pure che sò kraft, non arrivano a domenica…e siamo a mercoledì !
-…eh…
-…eh, vabbuò…settantamila lire…siamo tre (più gigino che mangia, ma non paga)…hai capito che x la spesa ci sono rimaste ottantamila lire per tutto il resto del mese e siamo ancora al 4…ci vuoi parlare, per favore ?
-Sergiò, ma che cazzo ci posso fare io, se è figlio di papà ? che gli debbo dire ? quello è abituato così, in mezzo al toast ci mette le sottilette kraft..che ci possiamo fare ? io perciò non ce lo mandavo mai a fare la spesa…ma tu dovevi stare stravaccato sul divano, e quello invece che al todis è andato al giesse e invece che venti ha speso settantamila lire.
-Il toast ? come il toast ? quello col pane di lariano non ci viene il toast…fa schifo…è geneticamente mortificato … naaaaaaaaaaa…vuoi dire che ha comprato pure il pancarrè ?
-Mulino Bianco
-Bianco…Mulino…Madò…e quanto ? no, non lo voglio sapere ! Tre ! ...uno, due...tre veli ! ma che cazzo c'ha al posto del culo ? Tre veli extra delicata ???
- uh, madonna mia..e vorrà dire che per una volta non ci ridurremo le chiappe a un campo minato pure noi !
- cazzo, io sono stitico, la prossima volta metto cinquemila lire in meno nella spesa, che tanto la carta non la consumo !
…
-Ragazzi, ho portato un quarto di mozzarella...
- Marò..he accattat' pur' 'a muzzarella !!
- noooo...questa me l'ha ficcata mammà dentral borsone...e meno male che non si è schiattata in treno, la busta ! , mò ce la dividiamo…ecco: gigì, sergio, filì…una fettina a testa…non è molta, ma è quella di Paestum
-Grazie Ughé !
-(commozione)
-Grazie !
-Madò…ma che spesa che hai fatto !
-Sergiò, a proposito, ma non ci dovevamo parlare, cò Ugo ??!!??
-Shhh…statte zitto che qua siamo tornati alla prima comunione: quella, la mozzarella….AFFRATELLA !
Quando ho pubblicato questo brano - 3 anni fa, minuto più minuto meno - mi era parso illuminante. Avevo letto il libro tutto d'un fiato, e mi aveva spiegato con grazia, leggerezza e lucidità un punto di vista che mi era parso di condividere totalmente. Anzi, di più, mi metteva chiaramente sotto gli occhi le cause dell'irritazione che provavo in quel periodo, e lo faceva con la nettezza e l'eleganza di una fotografia ben riuscita. Negli ultimi 3 anni alcune cose sono purtroppo cambiate. Altre, purtroppo, no. Il processo che si descrive nelle righe qui di seguito è arrivato al suo culmine, e ora rappresenta il vero cancro di questa monnezza di paese. E questo, ahimé, è quello che da allora è cambiato. Quello che non è cambiato è il fastidio che la volgarità - in generale - e la Sua in particolare, continua a provocarmi.
E, Voi, Signore, davvero credete che siamo arrivati fin qui per cercare coccinelle ??
All'inizio Lui si era presentato come un ricco borghese del nord. Un commerciante facoltoso, o almeno cosi dicevano i cittadini, che però non commerciava esplicitamente in nulla.Di sicuro possedeva un grande senso degli affari, visto che aveva preso dimora in uno dei palazzi più belli della Città, la Recora, comprandolo per pochi spiccioli da una famiglia decaduta. Dopo di che si era messo a frequentare i salotti dei borghesi, incantandoli non solo con i Suoi soldi, ma anche con i Suoi modi. Birrai, merciai, burocrati e proprietari non avevano mai incontrato una persona cosi piena di spirito. Aveva una storiella buffa per ogni circostanza - si diceva che una volta avesse fatto ridere perfino la testa di un funerale -e la sua stretta di mano, larga e robusta, ispirava un immediato ottimismo. «Conoscete quella dell'ebreo che va al mercato di Wilno?» chiedeva dopo un attimo. Oppure: «Sapete cosa fa la moglie del falegname, quando il marito ci da giù di raspa sul bancone?» Una volta aveva raccontato questa storiella anche ad un falegname, ignorando che lo fosse. Ma Lui era talmente simpatico che perfino il falegname aveva riso, sentendo che le mogli dei falegnami, quando i mariti ci danno giù di raspa sul bancone, ci danno su di raspo col garzone. Per le signore invece, almeno all'inizio della conversazione, aveva in serbo dell'altro. In primo luogo dei battiti di ciglia, molto studiati, poi dei piccoli languori (le Sue «mossettine», diceva Toplitz con disprezzo), che Gli facevano sollevare appena l'orecchio sinistro, e infine delle galanterie, cavalleresche ma sempre un po' birichine. Quando vedeva che i suoi complimenti giungevano graditi, e questo accadeva quasi ogni volta, allora raccontava qualche storiella piccante, che le signore dei borghesi accoglievano con gridolini di scandalo. Ma in realtà erano molto contente di ascoltarle, e spesso, trascorso qualche giorno, le ripetevano fra loro di nascosto dai mariti. Per tutti poi c'era il Suo famoso sorriso, che gli si spalancava sul viso ad ogni pubblica occasione. Era proprio questo suo modo di sorridere, affettato e seducente nello stesso tempo, che più d'ogni altra cosa contribuiva a renderlo gradito. Vedendolo sorridere a quel modo, infatti, nessuno fra i borghesi avrebbe mai potuto dire «Costui è troppo superiore a me ! » Al massimo poteva pensare che Lui era come avrebbe potuto essere ciascuno di loro, se solo avesse deciso di impegnarsi e di sorridere di più. Ma tutto ciò non basta ancora a spiegare lo straordinario successo che Lui aveva immediatamente riscosso. La Sua qualità migliore, o per meglio dire la Sua arte più raffinata, consisteva piuttosto nella libertà di parola, se cosi si può dire. In Città, infatti, abitavano solo uomini e donne timorati di Dio, che trafficavano, speculavano, rubavano e commettevano adulterio come tutti gli altri, però non ne parlavano apertamente, perché non sta bene. Fin dall'inizio, invece, Lui aveva mostrato una certa tendenza a discorrere di queste cose, dapprima in modo velato, poi sempre più esplicitamente, dicendo che in fondo andava bene a quel modo, che non c'era nulla di cui vergognarsi perché è così che da tutte le parti gira il mondo. Se il tuo amico sta per fallire e tu compri la sua casa per pochi spiccioli, di che cosa possono mai rimproverarti ? Gli affari sono affari, il prezzo lo fanno le circostanze, non il cuore. Che ci fossero opportunità di guadagno, che la gente si desse da fare, era questo che importava. Vogliamo crocifiggere un Onest'uomo, diceva, uno che lavora dalla mattina alla sera, solo perché cerca di far fruttare i suoi soldi ? Dopo i primi stupori, e qualche critica morale, questo Suo atteggiamento era piaciuto molto, e si era man mano contagiato, come una malattia bonaria e liberatoria, a quasi tutta la borghesia della Città. «Che uomo straordinario» si ripeteva in giro «cosi pieno di energia! » Che Lui avesse avuto dei guai con la legge, come si sussurrava quando era comparso in Città, sembrava non importare più a nessuno. Altri dicevano: «Cosi ricco! Eppure parla come uno di noi». Ai borghesi, infatti, piacevano molto non solo le Sue storielle, non solo le Sue massime tolleranti sulla vita, ma anche i Suoi strafalcioni. Vedendo il successo crescente che Lui riscuoteva, perfino fra i fedeli più timorati, il vescovo si era allarmato. Soprattutto si era scandalizzato quando qualcuno gli aveva riferito il genere di discorsi e di atteggiamenti con cui Lui era riuscito a guadagnarsi le simpatie cittadine. Per questo motivo Monsignore aveva cominciato a mettere discretamente in guardia contro di Lui prima le signore, poi i loro mariti. Ma Lui, subito informato dei malumori del vescovo, aveva chiesto un'udienza speciale e mentre, in ginocchio, baciava l'anello di Monsignore, si era dichiarato cattolico fervente, nemico dei protestanti e pronto a finanziare la ricostruzione della cappella di San Vito, danneggiata da un incendio tre anni prima. «A quale tasso offrite i vostri soldi ?» aveva chiesto, il giorno dopo, il segretario di Monsignor vescovo, inviato alla Recora per sondare discretamente la serietà della proposta. «Non si fa tasso alla pietà, - aveva risposto Lui, con uno di quei sorrisi spalancati che lo avevano già reso famoso, - date a Cesare quel che è di Dio! » La citazione era confusa, ma il senso di quella risposta era tale che sia il segretario, sia lo stesso Monsignor vescovo - dopo che la frase gli fu riferita - preferirono non farci caso. La cappella fu ricostruita in sei mesi, con l'unico impegno che, nell'interno, una grande lapide dorata esprimesse pubblicamente la gratitudine della Curia e della Città per la Sua munificenza.
Dunque, pare proprio che domenica prossima si voti !
Che, fatti i dovuti conti, significa una settimanella di paté d’animo…cioè, non è che non me la sia sentita menare finora con la storia del voto utile neh.
Però forse un paio di convinzioni ce le ho. D’accordo, non sono molte. Saranno pure marginali. Saranno pure “negative”, nel senso che so cosa NON voglio, ma almeno ho chiaro quanto segue: sull’aborto; sui rapporti tra stato e chiesa (o, se preferite, sulla questione della Laicità dello Stato, che fa più figo); sulla questione del lavoro interanale (sic !), e, più in generale, del precariato diffuso, nonché relativamente alle correlate faccende riguardanti il superamento dei medesimi in favore di una stabilizzazione dei lavoratori (leggi: uso della legge 30 in funzione di carta igienica); sulle politiche culturali; sui matrimoni tra persone che nascendo dello stesso sesso hanno la sfiga di innamorarsi tra loro (si, c’è scritto MATRIMONI, né dico né pacs, chips, chops estrogeni !), sul loro diritto di adottare una creatura; su queste cosette così io ho idee del tutto divergenti da quelle di CICCIO RUTELLI eROSI BINDI.
Con Uolter potrei pure chiacchierarci, ma con quei due lì, e tutti i baciapile amichetti loro, mah…
Ma in fondo io chi sono ? cioè, quando sto andando..e soprattutto, dove mi trovo ?
A domanda rispondono, piuttosto seri, questi qui, e la risposta è la seguente:
Mapperò, dice, se non voti a loro, c’è il serio rischio che vinca il nano !
Boh…secondo me, se vince Cicciobbbbello è uguale…comunque, mi dico, forse il nano è peggio ! e poi stavolta si corre da soli, mah…forse si può fare…e poi…
…poi la catastrofe: mi trovo di fronte a questo:
Ecco, a parte la devastante collusione tra FGCI e maglioncini girocollo che mi fa notare questoqui, di mio sono almeno ventanni che, quando sento dire SI PUO’ FARE mi viene in mente questo:
Ne deduco che NON SI PUO’ FARE !
Allora mi tocca votare per il compagno Bertinotti ? Quello che ha sputato fuoco contro la legge Biagi e in due anni di governo non ha mosso un dito per modificarla ? Quello che ha rispettato in pieno il programma Berluskoni per il ritiro dall’Iraq e non ha richiamato un solo fante dall’Afganistan ? Quello che dall'opposizione ha tuonato contro lo scandaloso condono ICI sugli immobili COMMERCIALI della chiesa, e quando è stato al governo non ha presentato nemmeno una propostina per abrogarlo ? Quello che per un paio di poltrone si è venduto precari, lavoratori e pensionati ? Quello che, come presidente della camera e con svariati sottosegretari al governo è più volte sceso in piazza contro se stesso ?
Allora ci vorrebbe un'idea...ecco, forse uno che batte il nano lo conosco:
Non so se è stato il vino, o se è stata la sua bocca, ma tra tanto tango ho trovato i suoi vestiti in mezzo ai miei ...non so se è stato Castillo, Pugliese, Trojlo o D'arienzo, ma il suo abbraccio nelle mie mani era un pennello liscio come in pista !
Ahimé il vino, cerrrrto che è stato il vino...il vino...
Non so se è stato il vino, non so se è stato il suo respiro, però tra tanda e tanda ha lasciato il suo ombelico attaccato al mio corpo, Così volando alla gloria, e atterrando nella rovina, sono andato giù cadendo sempre più nella rete di queste calze assassine !
Ahimè il vino, cerrrrto che è stato il vino...il vino...